Eccomi qui! Scusate l'assenza. Un po' forzata per via della malefica scatoletta che in questi giorni non ne voleva proprio sapere di accedersi... o meglio la poveretta s'accendeva ma poi si spegneva quando pareva a lei.
Il secondo motivo che mi ha portato lontano dal pc e' stato il mio viaggio in Italia.
Ma ora sono tornata pronta a scrivere di nuovo. E a proposito di scrivere... ho scritto un racconto per bambini e vorrei il vostro giudizio. Se avete dei figli piccolini in grado di sopportare tre pagine di racconto mi piacerebbe sapere la loro opinione.
Ringrazio tutti quelli che sono passati di qui, gli affezionati lettori di questo blog. Da oggi in poi saro' presente per quanto possibile... con un pc un po' stanco e distratto!
A tutti buona giornata.
Guido e i dinosauri
Guido e’ un bel bambino biondo, molto vivace. Un visetto regolare incornicia due occhietti vispi. Vive con il suo babbo e la sua mamma in un piccolo appartamento in una citta’ dove spesso l’estate dura lo spazio di una giornata e l’inverno puo’ durare anche un anno intero.
La sua mamma ha smesso di andare in palestra perche’ dice che un’ora passata con suo figlio vale piu’ di cento flessioni.
La passione di Guido sono gli estinti!
Nel senso che adora gli animali preistorici estinti.
Le ore corrono veloci inventando storie quando e’ in compagnia del suo amico tirannosauro o del velociraptor che quanto a dimensioni e’ piuttosto piccoletto ma a dir la verita’ ne fa di danni!
“Mami guarda questo quanto e’ ferrrroce”.
Guido guarda con amore il tirannosauro, con le fauci spalacancate, i lunghi denti da predatore e gli occhi che mettono paura, mentre seduto sul divano fa merenda con pane e marmellata.
Ma che succede? Guido spalanca gli occhi, il suo amico ha fatto l’occhiolino!
“Ma non e’ possibile” pensa tra se’ e se’ mentre da’ un altro morso al panino.
Ritorna a guardare il tirannosauro che di nuovo sembra voglia dirgli qualcosa.
Si alza pian pianino col suo panino in mano. “Magari Picci ha fame”. Si avvicina, il bestione allunga una zampa e lo prende per mano.
“A cosa vuoi giocare Picci?” “Chi gioca con noi? Prendo tutti gli altri cosi’ si puo’ battagliare in santa pace”.
Mentre camminano, passo dopo passo, Guido si rende conto che il suo amico sta diventanto grande. Enorme!
E lui si sente piccolo piccolo.
Ma ha fiducia in Picci!
Improvvisamente la stanza si veste di verde.
Montagne che sembrano panettoni prendono forma mentre una selva lussureggiante li avvolge e intorno a loro si animano animali mai visti.
Picci e’ diventato proprio grande e Guido guarda le zampe del suo amico e le paragona ai suoi piedi. Beh lui e’ davvero gigantesco!
Senza paura, cammina a fianco del temibile tirannosauro, mentre gli altri animali fanno largo al suo passaggio.
Ma non e’ una caccia .... e’ solo la scoperta di un mondo fantastico.
Guido osserva il paesaggio che piano piano appare davanti ai suoi occhi.
“Ehi va piano Picci che non riesco a starti dietro! Fermati dai che voglio vedere gli animali!”
Picci rallenta... ma un passo del T Rex sono come venti del bambino.
Intorno a Guido, animali che lui gia’ conosce bene lo annusano e lo osservano.
Un triceratopo piuttosto combattivo comincia a dare segni di nervosismo. E’ una mamma e ha due cuccioli con se’. Ha paura per i suoi piccoli.
Insomma un tirannosauro e’ sempre un tirannosauro!
Ma Guido e’ cosi’ assorto nei suoi pensieri che non si accorge del pericolo.
Ma Picci per fortuna si.
Con un delicato balzo, per quanto la sua mole lo consenta, e’ accanto a Guido, lo prende delicatamente per la giacchetta e lo solleva da terra poggiandolo sul suo collo.
Il viaggio continua cosi’. A Guido non pare vero di poter vedere il mondo da un’altezza di 6 metri.. Davvero sorprendente quel che vede.
Un iguanodonte si alza sulle zampe per poter raggiungere un albero dalle foglie di un bel verde brillante.
“Chissa’ che sapore avranno quelle foglie... a giudicare dall’espressione felice di chi le mangia, devono essere davvero gustose!”.
“Ah se ci fosse stato papi” pensa Guido. “Lui si’ avrebbe saputo spiegarmi cosa sono quegli strani pesci con le zampe che vedo saltare davanti a me”.
“Magari sono girini un po’ cresciuti”.
Guido, osservando i suoi estinti, comincia a fare paragoni con gli animali che ogni tanto vede allo zoo.
E allora riconosce in quelle creature perdute il collo tozzo del bufalo o il passo goffo dell’ ippopotamo ed ancora la coda del topolino.
Le ali di alcuni uccelli che assomigliano tanto a quelle dei pipistrelli.
“Mamma mia che paura quel giorno con papi allo zoo. E chi se li dimentica piu’ i pipistrelli. Che buia la caverna e che suoni strani che fanno quegli animaletti e che puzza!!!”.
“Quando torno a casa ne avro’ di cose da raccontare a mami e a papi”.
Che avventura stupenda!
Il passo di Picci lo culla, mentre Guido non stacca un attimo gli occhi da quel mondo che tanto lo affascina.
Ogni tanto chiazze colorate richiamano l’attenzione di Guido. Sono fiori bellissimi blu’, gialli, rosa. Pensa che forse potrebbe fermarsi a raccoglierne un po’per la sua mamma
Che mondo meraviglioso.
A un certo punto da lontano qualcuno chiama il suo nome.
“Guido? ... Guido!!!”
“Santa pace, ti sei addormentato sul divano. Benedetto figliolo!”
“Su Guido che e’ tardi, dobbiamo andare a prendere babbo che stasera si va tutti a mangiare una pizza. Andiamo con Lisa, Giovanni, Lala e Sandra. Su coraggio svegliati!”.
Guido molto assonnato e frastornato apre gli occhi e si guarda intorno.
Accidenti era solo un sogno!
Accarezza Picci “Grazie amico mio. Grazie per la splendida passeggiata. Ti voglio tanto bene!”
“Stasera quando vedo Lala le racconto tutto”
“Oh Picci vieni anche tu a mangiare la pizza con noi vero?”
“Mami viene anche Picci con noi?!”
“Guido, santa pace, tu porti Picci ovunque. Ovvio che viene con noi a mangiare la pizza. Ci mancherebbe. Sarebbe come lasciare a casa tua sorella”.
Ancora elettrizzato dall’emozione del viaggio, seppure solo con la fantasia, Guido prende Picci per il collo e saltellando raggiunge la sua mami.
“Ah come sono fortunato ad avere un tirannosauro per amico!”