mercoledì, 18 aprile 2007

Sapete ... pensavo oggi!

E' un bel giorno per dirvi i grandi cambiamenti che ci saranno nella mia vita.

E voi siete parte del mio mondo e ci tengo a rendervi partecipi di quanto sta accadendo qui.

Lascio un paese a cui devo moltissimo. Lascio una figlia qui, un piccolo batuffolo rosa mai cresciuto ma che fatico a pensare da adesso in poi cosi' lontana. Se possibile ancora di piu'!

Lascio il mio mondo fatto di piccole cose. Gli amici conosciuti, partiti e persi. Alcuni continuamente presenti. Altri ora molto lontani ma non meno vicini.

Lascio gli autunni che non rivedro'. E gli inverni pieni di neve e di ghiaccio, fatti di pattinati in laghetti piccolissimi e di zuppe di piselli bollenti.  Lascio le estati piene di sole e di ice tea e di spare ribs.Lascio il ciliegio che sta fiorendo regalandomi un 'emozione fantastica.

Lascio le castagne raccolte in autunno e i funghi velenosi ma bellissimi da vedere! Lascio il maggio ciondolo che quest'anno ha deciso di fiorire prima di maggio.

Lascio gli olandesi e il loro rigore che tanto m'ha insegnato. M'ha insegnato la puntualita' e il rispetto delle regole. Ad essere pazienti... perfino col semaforo verde!

Lascio la mia casa piena di risate, di momenti bellissimi e momenti molto duri per tutti.

Lascio Aveda, il mio hair stylist Hendro, muslim di religione ma di una pazienza infinita. Un mito in fatto di acconciature!

Lascio l'Haagse Bluf, con la sua radio e il suo caffe' espresso... e l'ice cappuccino!

E che dire della strada che io adoro Frederick Hendriklaan... per gli abitanti dell'Aia solo Fred... i tramezzini da Praagmaan e i negozi d'antiquariato.

Lascio i bellissimi platani accanto alla scuola di Lele. I monumental bonen dell'Aia.

Lascio Silvia, Alessandro, Alarico e Gaia i miei amici piu' cari. Mi mancheranno le partite di risiko! Altroche'!

Lascio Media Market... ah quanti pomeriggi passati a vedere computer, lavatrici... dvd...

e a proposito lascio la mia lavatrice Blauthech non compratela mai!!!

Tutto questo per dirvi che mi trasferisco in Polonia, a Varsavia. Nuova vita... e nuove esperienze.

Ma questo succedera' non a brevissimo... a fine estate.

Per ora e' tutto!

Scusate lo sfogo.... ma non finisce qui :-)

 

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martedì, 10 aprile 2007

Hoge Veluwe

 

E l'abbraccio ideale che la natura ci regala per farci meglio capire i suoi contrasti.

Dune sabbiose che si intersecano con campi sterminati di eriche colorate... bianche, rosa, rosse.

La prima volta che sono stata in questo parco non riuscivo a capire perche' gli olandesi sedessero sulle loro sdraiette da campo fronte al sole... poi tornando ho capito.

L'immagine splendida di dune dorate in contrasto col verde dei pini... pianure sterminate che giocano con l'azzurro del cielo (quando c'e'), lepri che attraversano correndo sentieri invisibili.... ma andiamo con ordine.

Un po' di storia prima...

L'Hoge Veluwe e' uno dei piu' grandi parchi naturali in Olanda. E' situato tra Arnhem, Ede e Appeldorn al confine con la Germania.

Si sviluppa su una superficie di circa 5.500 ettari di boschi, laghi, dune e pianure sterminate. La flora e la fauna sono strepitose... mufloni, daini e caprioli, volpi lepri ci fanno compagnia durante le passeggiate che si possono fare con una delle biciclette messe a disposizione gratuitamente dal parco. L'accesso alle auto e' vietato ovviamente... ma esiste un servizio di navetta che dall'ingresso porta direttamente al centro del parco.

Un connubio perfetto tra arte e natura perche' all'interno dell'Hoge Veluwe esiste un museo: Il Kroller Muller dove sono raccolti moltissimi dipinti di Van Gogh tra i quali il famoso Girasoli, Picasso, Mondrian e una larga rappresentazione di sculture del 19esimo secolo.

All'esterno del museo vengono regolarmente allestite mostre di scultori contemporanei.

Il parco originariamente fu voluto dai signori Veluwe all'inizio del '900 e nacque proprio come centro di riproduzione dei mufloni insieme al Kroller Muller. Ma durante gli anni la famiglia purtroppo non riusci' a mantenere il parco cosi' dono' la collezione dei dipinti allo stato olandese che ne fece il suo fiore all'occhiello.

A parte l'arte... la natura e' la vera protagonista del parco.

L'altro incredibile museo da visitare e' il Museonder. Il nome gia' indica cosa si puo' trovare all'interno... tutto quello che riguarda il sottosuolo. E' stato il primo museo al mondo che si occupasse di questo argomento.

All'ingresso ci accoglie un albero gigantesco spogliato dalle foglie compreso di radici che forma il tetto del museo.

Cassetti che per magia si aprono rivelando quella che e' la vita sotto terra... piattaforme che riproducono esattamente le scosse telluriche. L'acqua gelata che viene pompata alla profondita' di 100 metri ad una temperatura di meno 7 gradi che serve oltre che a dissetare il visitatore anche a far funzionare l'impianto di aria condizionata durante l'estate.

Ma la ciliegina sulla torta.... il sasso... l'unico gigantesco sasso di proprieta' olandese trascinato dal disgelo dei ghiacciai della norvegia. 

Conservato gelosamente, viene rappresentato in scala tutto il tragitto dalle terre del nord fino all'Olanda.

Oltre a questo, per chi ha bambini, l'Hoge Veluwe offre uno dei parchi giochi piu' belli...tutto in legno con giochi antichi e moderni... con un bel po' di sabbia intorno.

Le biciclette che possono essere usate gratuitamente per visitare il parco sono di tutti i tipi.. dai tandem, alle bici con una strana prolunga per i bambini piu' grandicelli, a seggiolini ergonomici per i piu' piccini.

Passeggiando spesso ci si ferma per ammirare il paesaggio e per scoprire specie rare di piante che qui vengono protette da reti per non venire schiacciate inavvertitamente.

Non saprei dire quale sia il periodo migliore per visitarlo.. ogni stagione e' affascinante. I colori sono diversi e forse il bianco della neve sulle dune e sulle eriche e' il ricordo piu' bello che ho.

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giovedì, 05 aprile 2007

IMG_2319Calamity Jane

 Visto che l'altro giorno parlavo di gatti....

C.J., il nostro gatto, e' entrata nella nostra vita in un modo curioso.

Eravamo in Olanda da un paio d'anni e mia figlia Giulia, e forse anch'io, desideravamo ristabilire la tradizione di famiglia che da sempre ci vede con un gatto accanto.

In realta' io ho sempre avuto siamesi che adoro per il loro modo di interagire quasi umano.

Mio marito pero' non ne voleva sapere di avere un animale in casa. Era assolutamente risoluto a non far entrare nemmeno un pesce rosso...

Un giorno... non so nemmeno io come... lo convinco a venire con noi a vedere a Rijswijk una mostra di gatti. Girando tra i padiglioni arrivammo a quello dei Maine Coon. Questi gatti sono giganteschi, e' la razza piu' grande del mondo. Assomigliano alle linci con il pelo lungo e la coda anellata.

Sotto il nome Maine Coon si cela una leggenda... si dice che questa razza sia un incrocio tra il gatto del Maine e il Racoon (Orsetto lavatore o procione).

Tornando alla mostra... mio marito si lascia scappare una frase.... se proprio dovessimo avere un gatto non vorrei altro che un maine coon....

E quella fu la sua rovina.

Subdolamente, cominciammo, io e Giulia, a raccogliere informazioni su questa razza e sugli allevamenti in Olanda.

Ne trovai uno al nord, dove per natale sarebbe stato possibile avere un cucciolo.

Poco prima di natale arrivo' mia sorella con mio cognato per trascorrere le feste con noi. Ale era entusiasta di vedere la new entry... mio cognato molto meno perche' i contatti con l'allevatore e gli accordi che erano stati stabiliti non gli piacevano per niente.

L'allevatore infatti ci chiedeva di firmare un accordo dove tra l'altro, a parte il prezzo, si riservava di poter visitare la nostra casa una volta al mese per accertarsi delle condizioni del gatto. Siccome era maschio, prima di aver compiuto l'anno di eta' doveva essere castrato. In ultimo... il microchip obbligatorio. Se non avessimo rispettato i termini del contratto l'allevatore si riservava il diritto di riprendersi l'animale e per noi ci sarebbe stata una citazione in giudizio.

In realta' io non ci vedevo niente di male... perche' per ogni cosa scritta l'allevatore aveva chiarito la motivazione.

A mio marito non avevo detto nulla del contratto perche' non mi sembrava ci fosse nulla di strano...

Mio cognato invece... una sera parlando con lui fa scivolare il discorso sul gatto e il contratto....

Ahime'... il maine coon rimase dov'era perche' la decisione di mio marito fu irremovibile. Non voleva firmare contratti! E sopratutto non voleva un gatto castrato (chissa' forse solidarieta' maschile....)

Passo' il Natale ed anche il Capodanno e mia sorella e mio cognato ripartirono per l'Italia con la promessa che avrebbero cercato per noi un cucciolo di Maine Coon.

Perche' mica c'eravamo arrese...

C.J. arrivo' un giorno della primavera successiva.

Proprio vicino Trevignano esiste un allevamento di questa razza di gatti.

Ci siamo fidati del giudizio di mia sorella per la scelta.

Quando l'ebbe presa l'imbarco' sulla corriera che da Trevignano va a Roma. All'arrivo l'aspettava un collega di mio marito che sarebbe tornato su in Olanda in aereo.

Cosi' Calamity Jane alias C.J. si trasferi' da noi.

Il ricordo che ho impresso nella mente.... C.J. che piano piano s'affaccia col musetto dalla gabbia e Giulia che l'aspettava con i croccantini in mano con un sorriso che era l'espressione della felicita'.
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mercoledì, 20 dicembre 2006

Gouda e' una delle cittadine olandesi che preferisco. Il primo incontro fu nell'inverno del 1996..il piu' freddo che io ricordi da quando sono qui. Un lungo canale navigabile costeggia la citta' e in quell'inverno era completamente ghiacciato. L'immagine piu' bella che porto con me...i bambini che cercavano di pattinare sul ghiaccio lungo i piccoli canali che attraversano la citta', aiutati da alcune sedie che scivolando sull'acqua ghiacciata gli permettevano di dosare l'equilibrio e prendere confidenza con i pattini.

Gouda e' una citta' medievale. Il suo centro storico e' a dir poco un piccolo gioiello. Le case sono tutte ben conservate e molto colorate. Si sviluppa intorno alla piazza principale dove i due edifici piu' importanti "La Pesa" e Il Municipio spiccano per la loro bellezza e originalita'.

Un orologio musicale scandisce le ore con canzoncine suonate da tanti campanelli, ognuno con un timbro diverso.

La citta' e' famosa non solo per il formaggio ma anche per le pipe.

In pepperstrat esiste l'ultima fabbrica di pipe. Sono lunghissime e molto sottili. Decorate con lo stile di Delft possono essere fumate per un breve periodo perche' essendo molto fini la canna si rovina in breve tempo.

Ma riportarne una con se' e' avere un pezzo unico perche' sono tutte fabbricate a mano.

L'omino che le produce e' una persona particolare. Gentile e molto competente, puo' passare con voi una buona mezzora spiegandovi i segreti delle pipe che lui stesso fabbrica... salvo poi regalarvene una... come e' capitato a noi. 

L'altra particolarita' di Gouda sono le candele. Nel 1858 si stabili' qui la prima fabbrica di candele.

Oggi giorno non esiste piu' ma la tradizione e la qualita' delle candele di Gouda sono famose in tutto il mondo.

Il martedi prima di natale se per caso capitaste da queste parti... potrete assistere alla serata delle candele. Nella piazza principale viene posto un albero di natale gigantesco e non ci sono luci elettriche. Ogni casa, strada, negozio, bar, ristorante viene illuminato solo da candele. E la gente che passeggia canta Silent Night. E' uno spettacolo talmente suggestivo che solo quello vale la visita in questa cittadina. Quest'anno ricorre il cinquantenario della serata e hanno messo 1.500 candele nella piazza principale sulle finestre dei palazzi piu' importanti.

Altra peculiarita' di Gouda sono gli StroopWaffels. In Olanda questi waffels sono combinati col miele e di solito i bambini sono quelli che piu' apprezzano e consumano. Ma a Gouda si possono gustare i reali stroppwaffels che vengono serviti insieme al caffe'.

Capitolo a parte merita il formaggio.

Chi non conosce il formaggio di Gouda... ma in realta' il formaggio di Gouda e' il formaggio olandese. Di Gouda ha solo la forma.

La sostanza... e' la stessa. Il formaggio viene fatto in due differenti modi.. uno fatto dai contadini con latte crudo che si puo' facilmente riconoscere dal marchio rettangolare, che deve contenere tutte le informazioni relative alla fattoria e l'altro industriale fatto con latte pastorizzato e che viene identificato dal marchio rotondo.

A seconda della stagionatura viene denominato jonge, belegen, oude, heele oud. Ma il sapore... almeno per me, e' lo stesso!

Sa tutto di formaggino e mi perdonera' chi adora il formaggio olandese.

L'aria oggi era frizzantina pero' il sole non c'era. La temperatura si e' attestata intorno ai 5 gradi ma quest'anno non ci sara' la neve a natale.

A domani

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lunedì, 18 dicembre 2006

Il primo incontro con l'Olanda e' stato in un giorno di fine giugno del '96.

Arrivavo da Roma con tante aspettative e la testa piena dei racconti di mio marito su questa citta' bellissima, verde, assolata, tranquilla, piccolissima.

Per lui la prima volta era stata mesi addietro, in aprile, quando davvero l'Aia si colora di fiori e di sole...

A Roma lasciammo una temperatura di 30 gradi, sole magnifico, aria calda... e cosi' mentre il comandante dell'aereo ci informava che la temperatura ad Amsterdam era di 9 gradi, leggera pioggia e qualche raffica di vento... tra me e me pensavo come avrei potuto sopravvivere vestita solo con una magliettina di cotone e una gonna di viscosa.

Comunque, atterrammo all'aeroporto che si vanta di avere la torre di controllo piu' alta d'Europa (almeno fino a qualche tempo fa era cosi'), che si trova ben sette metri sotto il livello del mare e che ha un nome che gia'... dice tutto.

Schiphol (che letteralmente vuol dire il buco delle barche) era anticamente mare e li' sono stati trovati diversi vecchi relitti.

Atterrammo e ci vennero a prendere con la macchina. L'aeroporto dista dall'Aia circa 35 km cosi' in una mezzoretta di autostrada, passando attraverso uno dei piu' bei paesaggi olandesi, fatto di pecore, mucche frisone, canali, mulini e serre gigantesche ci ritrovammo all'ingresso di una citta' per nulla simile a Roma.

Ci accolsero diversi grattacieli, uno dei quali fa da ponte attraverso l'autostrada e passarci sotto ancora oggi mi fa strano... come se entrassi nella pancia di qualcuno.

Cominciammo a fare un tour della citta' prima di arrivare in albergo. L'impressione fu di una citta' gigantesca, una metropoli, chissa' quanto grande, tutta uguale, tutta marrone, nessun negozio, disabitata, troppo fredda.

Mio marito continuava a stupirsi e a decantare le rotaie dei tram che viaggiavano su tappeti d'erba d'un verde smeraldo cosi' acceso e brillante che sembrava quasi irreale paragonato al grigio del cielo.

La pioggerellina era diventata vera pioggia, il vento soffiava gonfiando le nuvole che correvano e si addensavano sempre di piu'.

Finito il giro turistico, ci portarono in un albergo che e' ai margini estremi di Scheveningen sul mare. La nostra stanza aveva il balcone verso le dune e nulla poteva limitare l'orizzonte.

La prima cosa che facemmo fu di comprare un maglione per me, mio marito chissa' com'e' era stato previdente... lui se l'era portata una giacca...

Scendemmo a cena...zuppa, salmone, lingua sconosciuta, gente troppo zitta, passi attutiti da moquette alta almeno cinque centimetri...

Alla fine della giornata guardando il mare e parlando di tutte le meraviglie da scoprire .. mi ritrovai a piangere. Forse ero stanca, o forse disorientata... ma l'effetto che la citta' aveva su mio marito su di me s'era rivelato catastrofico.

Tra l'altro non capivo niente d'olandese e il mio inglese era proprio pessimo.. anzi di piu'.

Avevamo cinque giorni per scegliere la casa, la scuola, vedere l'ambasciata.. per fare tutte quelle piccole cose che proprio servono altrimenti non si puo' cominciare a vivere in una citta' straniera.

Continuavo a pensare... come fara' Giulia che non parla la lingua ad inserirsi qui.. come faro' io che non riesco nemmeno ad orizzontarmi dall'albergo al mare..e Lele che mangera'... non ci sono gli omogeneizzati Plasmon... o meglio non ci sono gli omogeneizzati come li intendiamo noi. Qui al massimo... mix messicano fagioli e broccoli. Mix di maccheroni con verdure.

In cinque giorni abbiamo visto non so quante case. Io la volevo vicino alla scuola ma non tanto distante dal centro e dalla vita... mio marito invece sarebbe stato contento di prenderla vicino a un parco per poter fare sport ogni volta che poteva.

Entrando nelle case vedevo vuoti di bottiglie nei giardini e nei balconi, sacchi della spazzatura accumulati ovunque, saloni immensi ordinatissimi e puliti ma stanze da letto minuscole e disordinate. Ogni salone aveva un angolo giochi per i piu' piccoli... magari vicino a un preziosissimo  pianoforte con un vaso di delft appoggiato sopra.. cosi' precario che mi veniva male solo al pensiero che i ragazzini giocando potessero inciampare e urtare il piano e far cadere il vaso.

La fortuna ci venne in aiuto e cosi' ancora oggi abitiamo in una casa vicino alla scuola, non lontana da un parco meraviglioso e prossima ad un centro commerciale abbastanza decente.

Tornammo a Roma... mio marito abbastanza rilassato e contento. I colleghi erano simpatici, avevamo risolto tanti problemi... io con tanta angoscia e si' che ero stata proprio io a convincere mio marito a tentare la via dell'estero...

Comunque.. ormai era fatta e non si poteva piu' tornare indietro... almeno non a breve!

Buona giornata.

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categoria:racconti, emozioni, olanda
venerdì, 17 novembre 2006

Per il week end vi lascio una chicca....

Sinterklaas

Mancano meno di ventiquattore all'arrivo di Sinterklass.

Comincia un periodo speciale per tutti i bambini olandesi en non solo.

Sinterklass nacque in Turchia all'inizio del quarto secolo dopo Cristo.

I suoi genitori morirono prematuramente in seguito ad una grande epidemia e Sinterklass si dedico' totalmente a Cristo. Si narra che durante un suo viaggio in Palestina abbia abbia calmato il mare in tempesta soltanto con l'imposizione delle mani. Divenne il patrono dei marinai e dei mercanti e protettore di tutti i bambini. Questo fu il primo dei tanti miracoli attribuiti al Santo.

Divenne Vescovo di Myra e inizio' il suo operato per la conversione dei fedeli al cristianesimo. Per la sua devozione fu torturato e imprigionato dall'imperatore Diocleziano, che pero' ad un certo punto della sua vita abdico' in favore di Costantino e si dedico' alla coltivazione dei cavoli.

Sinterklass fu rilasciato e divenne una personalita' importante, mori' nel 342 o 343  il 6 dicembre.

Tutti i bambini olandesi sanno che Sinterklass vive in Spagna (ma non si sa bene il perche'...) e che a meta' novembre arriva con la sua barca a vapore sbarcando ogni anno in una citta' diversa.

Sinterklass e' un vescovo e come tale e' vestito di rosso con la mitra e il bastone pastorare ricurvo e inizia il suo viaggio attraverso le citta' olandesi in groppa al suo cavallo bianco/grigio che si chiama Schimmel, aiutato dai numerosi Zwarte Pieten, distribuendo piccoli doni a tutti i bambini.

Gli zwarte Pieten sono gli aiutanti di Sinterklass e sono tutti neri come la pece e per il loro colore ci sono due spiegazioni... la prima e' che la Spagna e' stata dominata dai mori per diversi secoli... la seconda e' che scendendo giu' dai camini per portare i regali alla fine non riescono piu' a torgliersi il nero della fuliggine di dosso.

Durante l'anno, in Spagna, Sinterklass spende gran parte della giornata annotando su un grande libro rosso tutte le buone azioni dei bambini a cui fara' visita.

Solitamente al suo arrivo, una delegazione di personalita' attende il Santo al porto e con loro poi fara' un giro della citta' inaugurando la stagione di Sinterklass.

Ovviamente Sinterklass e' uno solo... ma tutti i bambini sanno che il santo e' aiutato da altri Sinterklass.. che girano l'Olanda in questo periodo distribuendo insieme ai Pieten dolci e piccoli doni.

L'essenza della festa olandese e' quella di ricreare almeno per un giorno l'atmosfera di amicizia e di generosita' che erano la maggiore prerogativa del santo.

Cosi' in ogni scuola, ufficio, casa, si scrive una poesia da dedicare a chi e' oggetto del regalo e con allegria ci si scambiano i doni la sera del 5 dicembre.

I bambini mettono una scarpa (anticamente uno zoccoletto) accanto al camino con una carota per il cavallo e una mela per zwarte Piet. Per Sinterklass verrano preparati dolcetti speciali da lasciare accanto alla scarpa. In cambio Sinterklass donera' ad ogni bambino piccoli regali (nella scarpa piu' di tanto non c'entra...) a dimostrazione che durante l'anno si e' stati buoni.

Sulle tavole olandesi il 5 dicembre ci saranno dolci particolari. Lettere di cioccolato (l'iniziale del nome di cioccolato per ogni componente della famiglia), piccoli biscotti, i Peppernoten (che tra l'altro io adoro.. sono buonissimi) i famosi lovers Gingerbread man and woman (ve la ricordate la storia si..).

La mattina presto del 6 dicembre, Sinterklass, il cavallo e gli zwarte pieten riprenderanno il viaggio che li riportera' in spagna fino al prossimo anno.

Buon week end a tutti... e a lunedi per raccontarvi la mia esperienza con Sinterklass!

Cominicia ad essere interessante questo viaggio in mezzo a voi... grazie!

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categoria:pensieri, emozioni, olanda
mercoledì, 15 novembre 2006

Il colore del cielo in Olanda e' veramente particolare. L'azzurro e' un azzurro diverso da quello dei cieli italiani. Meno intenso,piu' sul verde acqua. Ho scattato delle foto una settimana fa nell'unico tramonto con il sole di questo mese e voglio farvi vedere quant'e' bello e quante emozioni puo' regalare un tramonto cosi'.

A proposito... il colore del cielo cosi' particolare e' dato dalla quantita' di vapore acqueo presente nell'atmosfera. Sara' tutta quest'acqua con la quale conviviamo quotidianamente.... mah!

A domani.

Il cielo di Den Haag

 

tramonto a Den Haag

 

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giovedì, 12 ottobre 2006

L’autobus

 

I mezzi di trasporto in Olanda sono a dir poco puntuali, efficienti, rapidi.

Mi soffermerei su rapidi... avete mai provato a prendere un autobus in Olanda?

La puntualita' e' essenziale. Tabelloni a ogni fermata indicano gli orari di partenza... e guai a non rispettare la tabella di marcia.. Gli autisti sono controllati con una macchinetta e ogni volta che arrivano in ritardo sono ovviamente multati.

Le fermate sono confortevoli, una bella pensilina riparata dal vento, sedili ergonomici che aiutano a superare l'attesa, spesso anche distributori automatici di bibite e snacks.

Il passeggero che si accinge a prendere l'autobus non ha nemmeno la piu' pallida idea di cosa l'aspetta una volta salito...

La prima volta per me e' stata devastante.

Avevo mia figlia con me, la piccola, che allora ancora era in passeggino.

Avevamo deciso di andare in centro con l'autobus percio' pazientemente eravamo alla fermata del bus n. 5.

Si accosta alla pensilina ... apre le porte e come per miracolo l'autobus scende a livello strada cosi' da consentire l'ingresso al passeggino senza doverlo chiudere.

Esaltata da quest'esperienza chiedo all'autista un biglietto  fino in centro. Con calma timbra il biglietto, mi da il resto chiude le porte, l'autobus si rialza e parte a razzo come se dovesse fare il gran premio di formula uno.

Non ho avuto nemmeno il tempo di bloccare il passeggino che ci siamo ritrovati in braccio a un signore che poveretto, aveva visto lo sguardo di terrore mio e di mia figlia alle prese con una guida poco somigliante a quella a cui eravamo abituati a Roma.

Una volta raggiunto un posto libero (niente che ricordasse gli autobus affollati italiani), rincuorata l'iguana, mi soffermo a guardare l'interno e ad ascoltare la voce della signorina  che prima di ogni fermata ci segnalava la via che stavamo attraversando.

Gli autisti che guidano gli autobus (spesso sono donne) sono veramente particolari.

Occhiali da sole, tatuaggio sul braccio, gel sui capelli...camicia a maniche corte inverno e estate... tanto per mantenere alto il livello di adrenalina altrimenti come farebbero a guidare in quel modo... e che importa se hanno 50 o 20 anni...

La cosa piu' terrificante e' quando si deve scendere.

A parte il senso di nausea che ti prende per la velocita' e per il modo disinvolto che hanno di guidare... e' angoscioso sapere che devi scendere alla fermata successiva.

Non si sa che fare...perche' il rischio di cadere e' veramente superiore alle aspettative.

Cosi' prendendo il toro per le corna...ci si butta verso l'uscita sperando che l'autista si accorga che ci sei e che ti faccia scendere senza conseguenze mortali.

La cosa piu' raffinata ... ed e' forse quella che aiuta a superare quei brutti momenti e' il conforto della radio.

Skyradio a tutta birra... dall'inizio alla fine della corsa.

Non manca mai, quando vengono a trovarmi gli amici, un tour della citta' in autobus.

Dopo tutto e' come andare sulle giostre...

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categoria:emozioni, olanda
mercoledì, 30 agosto 2006

Alcune nuvole

commosse

liberano la loro tristezza

in un pianto violento e senza fine

altre

felici 

rincorrendosi

si  tingono di rosso

accogliendo morbidi pensieri

e il cielo

confuso

rimane a guardare

incantato e sornione.

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categoria:poesia, emozioni, olanda
lunedì, 21 agosto 2006

Da quando ho aperto il blog e ho cominciato a scrivere e soprattutto a conoscere attraverso il pc altre persone, ho sempre pensato e chissa' perche'... che questo mondo virtuale potesse essere eterno.

Eterno, senza fine, assoluto, immune al reale che io sento come una cosa ben definita, con il suo inizio e la sua fine.

E invece forse il virtuale, piu' che il reale, e' un mondo dove la parola fine ha un senso enorme. La fine e' possibile anche qui, anzi... la fine e' un'evenienza piu' dolorosa, che colpisce come un macigno e ti fa rimanere senza fiato.

Quando si perde una persona, spesso ci si ricorda di lei attraverso la voce, lo sguardo, i piccoli gesti, anche se essenzialmente il tempo sbiadisce i particolari, ma le sensazioni, o gli odori, o i luoghi se associati a quella persona fanno rivivere nella mente i ricordi, parte fondamentale di ogni anima.

Nel virtuale poco si coglie di questo e altre sono le cose che rimangono impresse. La sensibilita' della persona si raccoglie e si custodisce attraverso le parole scritte, attraverso quello che riesce a trasmetterti anche se non ti ha mai guardato negli occhi, o non ti ha mai abbracciato, o solo scambiato due chiacchiere davanti a un caffe'.

Caro Walter i tuoi sorrisi virtuali spesso e volentieri mi hanno aiutato quando quelli reali non riuscivano a scalfire la mia tristezza.

Le tue parole lette sullo schermo del pc tante volte sono state essenziali per  far chiarezza su problemi che mi sembravano insormontabili.

Voglio pensare che ora tu continuerai a distribuire i tuoi sorrisi e i tuoi preziosi consigli anche dalla parte di cielo che ti ha accolto. Io ci conto!!!

Ciao amico mio ti voglio bene.

 

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categoria:pensieri, emozioni