mercoledì, 20 dicembre 2006

Gouda e' una delle cittadine olandesi che preferisco. Il primo incontro fu nell'inverno del 1996..il piu' freddo che io ricordi da quando sono qui. Un lungo canale navigabile costeggia la citta' e in quell'inverno era completamente ghiacciato. L'immagine piu' bella che porto con me...i bambini che cercavano di pattinare sul ghiaccio lungo i piccoli canali che attraversano la citta', aiutati da alcune sedie che scivolando sull'acqua ghiacciata gli permettevano di dosare l'equilibrio e prendere confidenza con i pattini.

Gouda e' una citta' medievale. Il suo centro storico e' a dir poco un piccolo gioiello. Le case sono tutte ben conservate e molto colorate. Si sviluppa intorno alla piazza principale dove i due edifici piu' importanti "La Pesa" e Il Municipio spiccano per la loro bellezza e originalita'.

Un orologio musicale scandisce le ore con canzoncine suonate da tanti campanelli, ognuno con un timbro diverso.

La citta' e' famosa non solo per il formaggio ma anche per le pipe.

In pepperstrat esiste l'ultima fabbrica di pipe. Sono lunghissime e molto sottili. Decorate con lo stile di Delft possono essere fumate per un breve periodo perche' essendo molto fini la canna si rovina in breve tempo.

Ma riportarne una con se' e' avere un pezzo unico perche' sono tutte fabbricate a mano.

L'omino che le produce e' una persona particolare. Gentile e molto competente, puo' passare con voi una buona mezzora spiegandovi i segreti delle pipe che lui stesso fabbrica... salvo poi regalarvene una... come e' capitato a noi. 

L'altra particolarita' di Gouda sono le candele. Nel 1858 si stabili' qui la prima fabbrica di candele.

Oggi giorno non esiste piu' ma la tradizione e la qualita' delle candele di Gouda sono famose in tutto il mondo.

Il martedi prima di natale se per caso capitaste da queste parti... potrete assistere alla serata delle candele. Nella piazza principale viene posto un albero di natale gigantesco e non ci sono luci elettriche. Ogni casa, strada, negozio, bar, ristorante viene illuminato solo da candele. E la gente che passeggia canta Silent Night. E' uno spettacolo talmente suggestivo che solo quello vale la visita in questa cittadina. Quest'anno ricorre il cinquantenario della serata e hanno messo 1.500 candele nella piazza principale sulle finestre dei palazzi piu' importanti.

Altra peculiarita' di Gouda sono gli StroopWaffels. In Olanda questi waffels sono combinati col miele e di solito i bambini sono quelli che piu' apprezzano e consumano. Ma a Gouda si possono gustare i reali stroppwaffels che vengono serviti insieme al caffe'.

Capitolo a parte merita il formaggio.

Chi non conosce il formaggio di Gouda... ma in realta' il formaggio di Gouda e' il formaggio olandese. Di Gouda ha solo la forma.

La sostanza... e' la stessa. Il formaggio viene fatto in due differenti modi.. uno fatto dai contadini con latte crudo che si puo' facilmente riconoscere dal marchio rettangolare, che deve contenere tutte le informazioni relative alla fattoria e l'altro industriale fatto con latte pastorizzato e che viene identificato dal marchio rotondo.

A seconda della stagionatura viene denominato jonge, belegen, oude, heele oud. Ma il sapore... almeno per me, e' lo stesso!

Sa tutto di formaggino e mi perdonera' chi adora il formaggio olandese.

L'aria oggi era frizzantina pero' il sole non c'era. La temperatura si e' attestata intorno ai 5 gradi ma quest'anno non ci sara' la neve a natale.

A domani

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categoria:emozioni, olanda
lunedì, 18 dicembre 2006

Il primo incontro con l'Olanda e' stato in un giorno di fine giugno del '96.

Arrivavo da Roma con tante aspettative e la testa piena dei racconti di mio marito su questa citta' bellissima, verde, assolata, tranquilla, piccolissima.

Per lui la prima volta era stata mesi addietro, in aprile, quando davvero l'Aia si colora di fiori e di sole...

A Roma lasciammo una temperatura di 30 gradi, sole magnifico, aria calda... e cosi' mentre il comandante dell'aereo ci informava che la temperatura ad Amsterdam era di 9 gradi, leggera pioggia e qualche raffica di vento... tra me e me pensavo come avrei potuto sopravvivere vestita solo con una magliettina di cotone e una gonna di viscosa.

Comunque, atterrammo all'aeroporto che si vanta di avere la torre di controllo piu' alta d'Europa (almeno fino a qualche tempo fa era cosi'), che si trova ben sette metri sotto il livello del mare e che ha un nome che gia'... dice tutto.

Schiphol (che letteralmente vuol dire il buco delle barche) era anticamente mare e li' sono stati trovati diversi vecchi relitti.

Atterrammo e ci vennero a prendere con la macchina. L'aeroporto dista dall'Aia circa 35 km cosi' in una mezzoretta di autostrada, passando attraverso uno dei piu' bei paesaggi olandesi, fatto di pecore, mucche frisone, canali, mulini e serre gigantesche ci ritrovammo all'ingresso di una citta' per nulla simile a Roma.

Ci accolsero diversi grattacieli, uno dei quali fa da ponte attraverso l'autostrada e passarci sotto ancora oggi mi fa strano... come se entrassi nella pancia di qualcuno.

Cominciammo a fare un tour della citta' prima di arrivare in albergo. L'impressione fu di una citta' gigantesca, una metropoli, chissa' quanto grande, tutta uguale, tutta marrone, nessun negozio, disabitata, troppo fredda.

Mio marito continuava a stupirsi e a decantare le rotaie dei tram che viaggiavano su tappeti d'erba d'un verde smeraldo cosi' acceso e brillante che sembrava quasi irreale paragonato al grigio del cielo.

La pioggerellina era diventata vera pioggia, il vento soffiava gonfiando le nuvole che correvano e si addensavano sempre di piu'.

Finito il giro turistico, ci portarono in un albergo che e' ai margini estremi di Scheveningen sul mare. La nostra stanza aveva il balcone verso le dune e nulla poteva limitare l'orizzonte.

La prima cosa che facemmo fu di comprare un maglione per me, mio marito chissa' com'e' era stato previdente... lui se l'era portata una giacca...

Scendemmo a cena...zuppa, salmone, lingua sconosciuta, gente troppo zitta, passi attutiti da moquette alta almeno cinque centimetri...

Alla fine della giornata guardando il mare e parlando di tutte le meraviglie da scoprire .. mi ritrovai a piangere. Forse ero stanca, o forse disorientata... ma l'effetto che la citta' aveva su mio marito su di me s'era rivelato catastrofico.

Tra l'altro non capivo niente d'olandese e il mio inglese era proprio pessimo.. anzi di piu'.

Avevamo cinque giorni per scegliere la casa, la scuola, vedere l'ambasciata.. per fare tutte quelle piccole cose che proprio servono altrimenti non si puo' cominciare a vivere in una citta' straniera.

Continuavo a pensare... come fara' Giulia che non parla la lingua ad inserirsi qui.. come faro' io che non riesco nemmeno ad orizzontarmi dall'albergo al mare..e Lele che mangera'... non ci sono gli omogeneizzati Plasmon... o meglio non ci sono gli omogeneizzati come li intendiamo noi. Qui al massimo... mix messicano fagioli e broccoli. Mix di maccheroni con verdure.

In cinque giorni abbiamo visto non so quante case. Io la volevo vicino alla scuola ma non tanto distante dal centro e dalla vita... mio marito invece sarebbe stato contento di prenderla vicino a un parco per poter fare sport ogni volta che poteva.

Entrando nelle case vedevo vuoti di bottiglie nei giardini e nei balconi, sacchi della spazzatura accumulati ovunque, saloni immensi ordinatissimi e puliti ma stanze da letto minuscole e disordinate. Ogni salone aveva un angolo giochi per i piu' piccoli... magari vicino a un preziosissimo  pianoforte con un vaso di delft appoggiato sopra.. cosi' precario che mi veniva male solo al pensiero che i ragazzini giocando potessero inciampare e urtare il piano e far cadere il vaso.

La fortuna ci venne in aiuto e cosi' ancora oggi abitiamo in una casa vicino alla scuola, non lontana da un parco meraviglioso e prossima ad un centro commerciale abbastanza decente.

Tornammo a Roma... mio marito abbastanza rilassato e contento. I colleghi erano simpatici, avevamo risolto tanti problemi... io con tanta angoscia e si' che ero stata proprio io a convincere mio marito a tentare la via dell'estero...

Comunque.. ormai era fatta e non si poteva piu' tornare indietro... almeno non a breve!

Buona giornata.

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categoria:racconti, emozioni, olanda
giovedì, 14 dicembre 2006

Den Haag, in italiano L'Aia, e' una cittadina con circa mezzo milione di abitanti. Tranquilla, molto verde (ci sono circa 200 mq di verde per abitante) e anche alquanto noiosa certe volte. E' una cittadina particolare, senza mura di cinta, il cui centro storico ormai non ha quasi piu' niente di storico se non il Binnenhof e pochi altri palazzi antichi. E' qui che la Regina Beatrice ha scelto di vivere. In una residenza che si trova proprio al centro dell'Haagse Bos (il bosco di Den Haag).

Ed e' proprio questo bosco il protagonista in questi giorni di una curiosa polemica. La storia risale alla seconda guerra mondiale, quando il quartier generale delle SS si trasferi' in questa cittadina. E' ancora visibile oggi ed e' sede dell'organizzazione internazionale che raggruppa tutte le polizie europee (Europol). E' l'unico fabbricato con un muro di cinta in mattoni di tutta la citta'.

Si racconta che in questo bosco durante la seconda guerra mondiale, come sempre accade, durante un turno di guardia, un soldato tedesco si sia divertito a scolpire su un albero il viso di Hitler e una svastica. Ogni cittadino dell'Aia sa che quest'albero esiste, ma quasi nessuno l'ha mai visto ne' se ne parla mai.

Tra le notizie curiose apparse sul giornale locale e' stata pubblicata la foto di questo albero. Ed effettivamente la svastica e il ritratto si possono ancora vedere molto bene anche se in questi anni l'abero e' cresciuto ed ha raggiunto un'altezza considerevole. Infatti ora le immagini sono a circa 15 metri.

Gli olandesi su questa storia si sono divisi. C'e' chi vorrebbe coprire con della colla di legno le immagini ... per dimenticare quel periodo di vessazione del popolo olandese, c'e' chi addirittura vorrebbe tagliare l'albero e c'e' chi ... ne vorrebbe fare un monumento.

L'Haagse Bos durante la seconda guerra mondiale e' stato quasi completamente distrutto ma alcuni dei vecchi alberi sono sopravvissuti. Il bosco era proprio il passaggio attraverso il quale i carrarmati tedeschi avanzarono lungo il muro atlantico.

http://www.ad.nl/denhaag/article887216.ece Qui potete vedere la foto dell'albero di Hitler.

A tutti buona giornata!

 

 

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lunedì, 11 dicembre 2006

Venerdi sono stata all'inaugurazione di un Albert Heijn XL.

La catena di supermercati di Albert Heijn e' una delle piu' famose in Olanda. In ogni piccolo centro, villaggio o citta' AH e' sempre presente. Ed e' li' che anch'io quasi tutti i giorni mi ritrovo a fare la spesa. Ce ne sono di tutte le "dimensioni" e gli XL come dice la parola stessa... sono extra large. Giganteschi supermercati dove tre ore non bastano per girarli tutti. Ci si ritrova in mezzo a scaffali alti piu' di tre metri  pieni di pane... latte... detersivi... Ma gli olandesi adorano Albert... cosi' come anche tanti italiani che l'hanno soprannominato Albertino.

Proprio Albert Heijn venerdi ha reintrodotto un sistema pratico ed efficace che permette di fare la spesa evitando le file alla cassa. Con un piccolo apparecchio da ritirare all'ingresso si possono scannerizzare tutti i prodotti da acquistare, tenendo d'occhio anche l'ammontare della spesa, e alla fine invece di andare alla cassa si puo' direttamente pagare da soli in contanti o col bancomat agli appositi sportelli.

Tutto questo ovviamente e' basato sulla fiducia. Non ci sono controlli ne' dispositivi particolari che segnalano il mancato pagamento delle cose acquistate... e qui mi verrebbe da fare una considerazione... in Italia come verrebbe accolto e soprattutto quanta vita avrebbe un supermercato dotato di questo meccanismo? Quanti si "dimenticherebbero" di pagare qualcosa?

La cosa soprendente e' la rapidita' degli olandesi di assimilare questo procedimento. Praticamente i tre quarti delle persone che erano nel supermercato a distanza di un giorno dalla sua apertura, andava in giro con questa pistoletta (compresa io). I bambini poi sono rimasti molto sopresi ... anzi di piu'. Nuovissimi carrelli con i colori azzurri di Albert Hein erano dotati di macchinette incorporate. Cosi' i bambini piu' piccoli potevano farsi trasportare a bordo dei loro bolidi rossi senza annoiarsi mentre le mamme giocavano a fare la spesa. Per i piu' grandicelli (come mia figlia) il supermercato mette a disposizione diverse postazioni con i videogiochi. Per i piccolissimi invece c'e' una vera e propria sala giochi con un televisore che trasmette i cartoni animati di Walt Disney.

Sono anche riuscita a fare delle foto :-)

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categoria:olanda
sabato, 09 dicembre 2006

Allora... cominciando da capo e visto che oggi m'e' capitato d'aiutare due ragazzi italiani che sono venuti in Olanda per il ponte dell'Immacolata... riprendo a scrivere e cerchero' con l'aiuto di un caro amico di migliorare questo spazio. Vedremo...

Intanto domani festeggiamo mia figlia che compie 18 anni.

A Den Haag c'e' una pasticceria incredibile. Di solito i dolci, devo essere sincera, sono per il mio gusto... totalmente immangiabili. Ma in questo negozio viene appagata sia la vista che il gusto. Se volete fare un salto e vedere con i vostri occhi le prelibatezze che prepara Richard... vi lascio il link.

www.dedessertwinkel.nl

A lunedi ... con il racconto di come gli olandesi fanno la spesa in uno dei famosi supermercati Albert Hein XL.

 

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venerdì, 08 dicembre 2006

Beh ,,, io non riesco  a dare una svolta al blog.Nel senso che non riesco a farlo decollare come vorrei. M'impegno a scrivere ma non so davvero cosa manca perche' possa essere piu' visibile. Probabilmente e' il fatto che scrivo solo le mie esperienze olandesi. Cosa apprezzabile ma non molto in verita'. Sto pensando di smettere di scrivere. Tanto non riesco a rispondere a chi mi scrive per mancanza di tempo. E forse perche' la mia vanita', tipica della bilancia, mi fa sentire invincibilmente perduta.

Marco, Francesco, Franci2, Elena .... i miei quattro affezionati .... un abbraccio!

 

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mercoledì, 06 dicembre 2006

Il semaforo in Olanda non deve essere subito passivamente... al contrario deve cercare d'essere vissuto fino all'ultimo secondo interagendo per quanto possibile con lui.

Se facciamo un piccolissimo termine di paragone con il semaforo italiano ci renderemo conto del perche' non bisogna subire...

L'italiano medio, che guidando, malauguratamente incontra sulla sua strada un semaforo rosso.. al massimo riesce ad accendersi una sigaretta, cambiare stazione radio, mandare a quel paese il vicino d'automobile, dare uno schiaffone a figli che sono seduti senza seggiolini e senza cinture sui sedili posteriori, magari se e' una donna riavvivare il rossetto o il mascara.

Sempre con la prima ingranata, possibilmente con il piede gia' sull'acceleratore, pronto a scattare non appena la luce diventera' verde.

In Olanda, se vi fermate ad osservare i vostri vicini che come voi  sono fermi al semaforo noterete che...riescono a bere il caffe' e mangiare una fetta di torta di mele, inviano email con il computer, leggono rapporti di lavoro, le donne si rifanno il make up completamente, riescono a leggere interi libri di favolette ai loro figli seduti sui seggiolini con le cinture allacciate sui sedili posteriori.

L'olandese non ha mai la marcia ingranata ne' tanto meno il piede sull'acceleratore.

Il semaforo ha questa sequenza di colori: verde - giallo - rosso.

Ora... tra il rosso e il verde in effetti passa una buona manciata di minuti (anche tre o quattro a volte), tra il giallo e il rosso non c'e' tempo di pensare che fare bisogna solo frenare e fermarsi perche' spesso ai semafori ci sono le macchinette che se non inchiodi e stai a meta' dell'incrocio ti fanno la multa. Stessa cosa vale per le biciclette.

Tra il verde e il giallo... beh dipende da quanto siete rilassati e da quando tempo impiegate a mettere la prima, accorgervi che il semaforo e' verde e la fretta che vi ritrovate a passare il semaforo.

Nessuno si sognerebbe mai di suonare il clacson anche se non siete delle scheggie ad attraversare gli incroci. Si sa... ognuno ha i suoi tempi eppoi gli olandesi sono un popolo estremamente civile non urlano mai.

Questo e' quel che capita quando si va in giro in macchina e s'incontrano i semafori... salvo poi quando il traffico viene regolamentato dalla polizia stradale che ogni tanto spegne i semafori e fa scuola alle giovani reclute.

Allora li' .. si puo' tranquillamente improntare un pranzo perche' prima di un'ora sicuramente non sarete dall'altra parte dell'incrocio... sempre che riusciate a capire che vogliono da voi i poliziotti.

Con segni totalmente differenti da quelli italiani...vi impongono di fermarvi o di ripartire... ed e' li' la cosa buffa.. gli automobilisti si guardano (ed e' capitato anche a me) come per dire... che vorra' questo? Si parte, ci si ferma. Vado avanti, indietro, accendo le luci, le spengo, tiro fuori i documenti, chiedo asilo politico...un miscuglio di pensieri si affollano dentro la vostra mente e mentre siete in fila pregate che riusciate a rimanere in mezzo alla coda e non ritrovarvi per primi...di fronte al poliziotto che vi guarda e con le dita e il fischietto cerca di dirvi qualcosa che voi non capirete mai!

Ma l'Olanda e' anche questo :-)

Buona giornata

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martedì, 05 dicembre 2006
Per concludere la visita di Sinterklass quest'anno, vi racconto la mia giornata. Oggi sveglia prima del solito ovviamente per vedere se Sinterklass aveva mangiato i biscotti e il mandarino che Lele aveva lasciato ieri sera accanto al camino con la sua scarpa vuota... E ovviamente tutto e' andato secondo copione. Il santo ha gradito i biscotti e ha lasciato un dono per ciascun membro della famiglia. Ai grandi una lettera di cioccolato e alla piu' piccola un gioco di societa'. Accompagnando Eleonora a scuola abbiamo visto tre Sinterklass che si apprestavano a visitare le scuole del nostro quartiere. Il primo era sul cavallo... uno splendido cavallo bianco! Il secondo era in bicicletta.. e li' m'e' venuto il dubbio che forse non era proprio quello il mezzo di trasporto piu' indicato (immaginate pedalare su una bici da uomo vestito da vescovo...). Il terzo era su una jeep della polizia. La cosa sorprendente di questa giornata e' stata la temperatura. Il cielo grigio... costante olandese in questo periodo.. ma i 15 gradi non sono normali. La radio pero' ieri aveva dato per certa una tempesta con il vento a 80 km all'ora. E cosi' e' stato. Arrivati finalmente a scuola, siamo stati una mezzoretta in attesa mentre intorno era un turbinare di foglie, canti, bandierine, bambini. Finalmente intorno alle 9 arriva Sinterklass su una bellissima carrozza dell'ottocento con tanto di cocchiere e lacche' vestiti proprio come allora. E li' s'e' scatenato il finimondo. Il vento era cosi' forte che il povero Sinterklass ha perso la mitria e il mantello ha cominciato a dare segni di cedimento. Cosi' in fretta e furia sono rientrati tutti a scuola per festeggiare con i Pieten l'apertura delle surprise. Cosi' ancora per qualche ora Sinterklass sara' in Olanda... (a proposito oggi ho sentito alla radio una notizia curiosa... Il santo ha festeggiato anche con i militari olandesi in Afganistan e se non ho capito male... e' arrivato a dorso di dromedario). Domattina presto Sinterklass ripartira' con la sua nave per la Spagna e in Olanda si comincera' a pensare al Natale. Buona giornata!
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