mercoledì, 30 agosto 2006

Alcune nuvole

commosse

liberano la loro tristezza

in un pianto violento e senza fine

altre

felici 

rincorrendosi

si  tingono di rosso

accogliendo morbidi pensieri

e il cielo

confuso

rimane a guardare

incantato e sornione.

postato da: chevere alle ore 15:16 | Permalink | commenti
categoria:poesia, emozioni, olanda
venerdì, 25 agosto 2006

Indubbiamente la visita ad un mulino e' l'esperienza piu'  sensazionale, unica, irripetibile (perche' non ci salirete mai e dico proprio mai piu' nella vita) che vi possa capitare di fare.

E' come tuffarsi in un mondo perduto di quei fantastici universi dove anche immaginare di esserci e' gia' faticoso. Orizzontarsi poi .... non ne parliamo, dove il tempo si ferma e scompare appena entrati attraverso la grande porta che ci accoglie con odori suoni e luci assolutamente fuori dal mondo e dallo spazio.

Questa premessa era necessaria perche' altrimenti la descrizione che segue sarebbe stata per voi asettica e inutile.

Io ne ho visitati due da quando sono qui e non so nemmeno io perche' ho visitato il secondo dopo che il primo era gia' stata una cosa ai limiti del reale e della sopportazione umana.

Forse perche' c'erano parenti o amici in visita da noi.... e allora si sa che si viene trascinati a fare cose di cui proprio non si vorrebbe ripetere l'esperienza....comunque...

Entrambi i mulini sono a Leiden (Leida) splendida cittadina universitaria a pochi km da Amsterdam. La citta' che dette i natali a Rembrant. E proprio il mulino di Rembrant e' stato il primo che ho visitato tantissimo tempo fa (ma il ricordo e' cosi' vivido e ora capirete perche').

Orbene! All'inizio della storia ho scritto ... attraverso la grande porta.... qui di porte non ce n'era l'ombra solo una grande apertura a due metri d'altezza. Percio' con grande forza d'animo (anche perche' le mie figlie di cui una aveva 4 anni s'erano arrampicate come grilli sulla scala a pioli... e mica potevo essere da meno io) cerco di superare l'ostacolo altezza e arrampicarmi con tutta l'agilita' possibile (molto poca data la paura che avevo) fino ad arrivare a sto benedetto finestrone che ci avrebbe aperto le porte e fatto entrare nel  passato. Ma come entrare? Appena messo piede sul pavimento ho avvertito una leggerissima sensazione di dondolio istabile e continuo (dovuto alle pale che girano e non e' che il mugnaio poteva fermarle per farmi entrare) cosi' la paura e' diventata panico ancor di piu' perche' vedevo le mie figlie e mio marito gia' dentro belli soddisfatti a comprare farina e mangiare biscotti. Io non lo so chi mi ha aiutato, sicuramente qualche angelo impietosito, fatto sta che una volta dentro mi veniva da rimettere perche' mi sembrava di stare in barca e non vedevo l'ora di scendere da sto coso che sembrava una trappola per topi ma non ne avevo il coraggio ... affrontare di nuovo quella scala che a me sembrava avere i pioli troppo stretti, troppo piccoli, troppo tutto.

Comunque se sono qui a raccontare sta cosa devo essere per forza scesa e tornata alla realta'....

Il secondo mulino era invece un mulino che serviva per il pompaggio dell'acqua ed era a cinque piani. Qui c'era la grande porta e i primi due piani sono stati anche piacevoli da visitare (a parte ste scale a pioli ripidissime che io non lo so perche' ce le mettono... ce ne sono di tanti tipi e molto piu' sicure). Abbiamo visto realmente come viveva una famiglia all'interno di questa struttura dove i muri sono rotondi e di legno, le finestre piccoline, e lo spazio e' veramente limitato.

Saliti al terzo piano, sempre con lo stesso tipo di scala, si poteva ammirare il panorama attraverso un balcone che correva tutto intorno al mulino. Ma anche qui il dondolio procurato dalle pale e' veramente pazzesco. Pare davvero che la struttura stia per cedere da un momento all'altro e mentre guardi fuori e sorridi a tua madre ti viene da pensare ... non sopravvivero' a questa giornata soccomberemo tutti e scaveranno settimane per ritrovarci.

Rientrati dentro il mulino ... rimanevano gli ultimi due piani. Fosse stato per me ... io mi sarei precipitata giu' per tornare al livello ground perche' gia' ne avevo avuto abbastanza... ma gli altri compresa mia madre volevano salire assolutamente all'ultimo piano per vedere com'erano gli ingranaggi. Ora dico io... le rotelle sono rotelle, sono tutte uguali e chissa' quante ne abbiamo viste nella nostra vita... allora perche' affrontare il pericolo e il disagio per vedere altre due o tre rotelline?

Niente da fare... bisognava salire!

Io penso che c'avro' messo non piu' di due minuti  a salire e altrettanti a scendere fino al piano terra. All'ultimo piano il dondolio e' insopportabile... almeno per me lo era. Ma certo il panorama dei tetti di Leiden era superbo!

Ma chi l'ha visto il panorama.

Ecco ora sapete che v'aspetta se vi toccasse per forza visitare un mulino olandese.

Spero d'avervi fatto sorridere... ma io in quei momenti mica sorridevo cosi' tanto.

Buona giornata a tutti e a domani!

postato da: chevere alle ore 16:43 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 24 agosto 2006

Io ci provo...

Ebbene... non si comincia mai con ebbene pero' vabbe' sul blog tutto e' permesso o no?

Io ci provo a scrivere a proposito di mulini...

C'e' un proverbio fiammingo molto famoso che dice...

Dio ha creato tutto il mondo, tranne l'Olanda, che e' stata creata dagli olandesi.

E vi assicuro che  non c'e' niente di piu' vero. La terra olandese e' stata strappata al mare metro per metro. L'acqua e' stata arginata attraverso la costruzione di dighe immense e questo ha permesso al popolo olandese di creare spazio sufficiente per vivere, coltivare la terra, costruire case, allevare bestiame.

L'olandese ha combattuto la sua guerra contro l'acqua e ha imparato a convivere con essa.

I mulini nella storia dei paesi bassi hanno avuto un ruolo determinante attraverso i secoli e sono ancora oggi il simbolo della nazione.

Venivano utilizzati principalmente per il pompaggio dell'acqua che attraverso il mulino veniva scaricata nei canali. Questo permetteva il prosciugamento delle paludi (polder) creando terra fertile e quindi utilizzabile.

Ma a parte questo i mulini vengono ancora oggi utilizzati per l'estrazione dell'olio da diversi tipi di semi e per la macina dei legni colorati per la fabbricazione dei coloranti.

Gran parte dei mulini  storici sono stati restaurati da privati con l'aiuto dello stato.

I piu' famosi in olanda sono i mulini di Kinderdijk. Sono 18,distribuiti su due file opposte. Nove di pianta circolare che bonificano il Mederwaard e nove di pianta ottagonale che mantengono asciutto l'Overwaard.

Nel 1997 i mulini di Kinderdijk sono stati dichiarati patrimonio artistico dall'Unesco.

Ancora oggi i mulini funzionano nei giorni di sabato e domenica durante il mese di luglio e agosto e la seconda domenica di settembre vengono illuminati in notturna e vi assicuro che sono uno spettacolo davvero unico.

Uno dei mulini, il nederwaardmolen 2, puo' essere visitato al suo interno cosi' ci si rende davvero conto di come vivevano i mugnai al tempo.

C'e' una leggenda a proposito di kinderdijk. Durante l'alluvione del 1420, la piu' disastrosa di tutti i tempi, una culla con all'interno un bambino e un gatto, si deposito' sulla diga di kinderdijk. Da qui il nome... diga del bambino.

E fin qui e' cultura.. domani invece vi raccontero' che vuol dire andare a visitare un mulino...

postato da: chevere alle ore 16:09 | Permalink | commenti (3)
categoria:olanda
lunedì, 21 agosto 2006

Da quando ho aperto il blog e ho cominciato a scrivere e soprattutto a conoscere attraverso il pc altre persone, ho sempre pensato e chissa' perche'... che questo mondo virtuale potesse essere eterno.

Eterno, senza fine, assoluto, immune al reale che io sento come una cosa ben definita, con il suo inizio e la sua fine.

E invece forse il virtuale, piu' che il reale, e' un mondo dove la parola fine ha un senso enorme. La fine e' possibile anche qui, anzi... la fine e' un'evenienza piu' dolorosa, che colpisce come un macigno e ti fa rimanere senza fiato.

Quando si perde una persona, spesso ci si ricorda di lei attraverso la voce, lo sguardo, i piccoli gesti, anche se essenzialmente il tempo sbiadisce i particolari, ma le sensazioni, o gli odori, o i luoghi se associati a quella persona fanno rivivere nella mente i ricordi, parte fondamentale di ogni anima.

Nel virtuale poco si coglie di questo e altre sono le cose che rimangono impresse. La sensibilita' della persona si raccoglie e si custodisce attraverso le parole scritte, attraverso quello che riesce a trasmetterti anche se non ti ha mai guardato negli occhi, o non ti ha mai abbracciato, o solo scambiato due chiacchiere davanti a un caffe'.

Caro Walter i tuoi sorrisi virtuali spesso e volentieri mi hanno aiutato quando quelli reali non riuscivano a scalfire la mia tristezza.

Le tue parole lette sullo schermo del pc tante volte sono state essenziali per  far chiarezza su problemi che mi sembravano insormontabili.

Voglio pensare che ora tu continuerai a distribuire i tuoi sorrisi e i tuoi preziosi consigli anche dalla parte di cielo che ti ha accolto. Io ci conto!!!

Ciao amico mio ti voglio bene.

 

postato da: chevere alle ore 15:30 | Permalink | commenti (5)
categoria:pensieri, emozioni
lunedì, 14 agosto 2006

Pronta ad accogliermi

una parte di cielo.

Infiniti desideri d'argento

sono miei

se solo distendo la mano.

postato da: chevere alle ore 10:33 | Permalink | commenti (1)
categoria:parole, pensieri, poesia, emozioni